Il potere della ribellione: vivere senza limiti dopo i 50 anni!

Intrappolate da pregiudizi, limiti e schemi precostituiti. C’è un modo per liberare le donne nella loro maturità?

Etàismo è quando si giudica qualcuno solo in base all'età senza considerare la sua individualità e le sue capacità uniche. Un po’ come dire ‘Sei troppo giovane per …’.
Per quanto sia fastidiosa, la prospettiva implicita nella frase è comunque che, ad un certo punto della nostra vita, arriveremo ad avere l’età giusta.

Se però la frase è "Sei troppo vecchia per", l’implicazione in prospettiva è decisamente peggiore: sei vecchia adesso, e lo sarai sempre di più. Non c’è scampo. L'etàismo ci condanna limitando le opportunità e creando stereotipi ingiusti.

 

Il potere della ribellione: vivere senza limiti dopo i 50 anni!

Lasciar spazio alle supposizioni o agli atteggiamenti legati all’età, senza considerare l’individuo, le sue capacità, i suoi interessi o le sue esperienze, è come mettere le etichette sulle persone solo in base al loro anno di nascita.

Come contrastare l'etàismo? Dobbiamo intanto porre fine alle menzogne sulla vecchiaia: crescere non significa essere deboli o inutili. Al contrario, invecchiare porta con sé la saggezza e la conoscenza date dall'esperienza. Invece di limitare le donne più mature, continuando a celebrare in contrapposizione la giovinezza, è fondamentale celebrare il loro (nostro) contributo alla società: abbiamo ancora tantissimo da offrire (e di cui godere)!

A complicare questo processo di liberazione, va detto che le barriere che ci imprigionano non sono solo esterne: accanto ai limiti dati dagli stereotipi e dalle restrizioni che arrivano dall’esterno, contro cui dobbiamo faticosamente combattere per affermare noi stesse, ci troviamo troppo spesso a fare i conti con le nostre paure e insicurezze. Si tratta di retaggi della società in cui siamo cresciute senza il filtro di consapevolezza che - fortunatamente - abbiamo oggi, e che però non sempre - e non per tutte - basta per darci la sicurezza necessaria a non sentirci sprofondare nella palude degli ‘ormai’.

La nostra società - basta guardarsi intorno - è ancora molto attaccata al valore della giovinezza e ai canoni di bellezza ad essa connessi; valori che diventano purtroppo disvalori legati soprattutto alla donna (perché, non mentiamo, tutte noi abbiamo da sempre letto, sentito - e forse detto, in qualche occasione -, che ‘l’uomo, invecchiando, diventa più affascinante’).

Siete ancora stupite del fatto che continuiamo a fare una grande fatica nell’andare oltre e vivere ‘senza limiti’, celebrando la bellezza di ogni fase della vita, e che non riusciamo a cogliere la bellezza esteriore e interiore che possiamo finalmente lasciar vivere in noi?

Non ho una ricetta per superare questo impasse. Credo valga la regola: ciascuna metta un piccolo mattoncino di riflessione e sicurezza, quel che può, per sé stessa. Magari - se ce la fa - anche per un’altra donna nella sua cerchia. Potremmo addirittura provare a sospendere il giudizio nei confronti delle altre donne, e magari osare noi stesse un pochino, facendo qualcosa che non viene considerato comunemente ‘appropriato all’età’, ma che pensiamo potrebbe darci tanta gioia e soddisfazione! Questo finirà, in una reazione a catena, per migliorare la vita di tutte. Probabilmente ne beneficeranno le nostre figlie, o le nostre nipoti, ma almeno saremo riuscite a lasciar loro anche qualche eredità positiva!

Io mi impegno, nel mio piccolo, a riflettere insieme a voi su Attorno ai 50.

Alle donne viene detto che quando raggiungono una certa età non hanno più valore. Credo sia vero l’opposto. La società dovrebbe guardarci come gioielli preziosi man mano che invecchiamo’.
— Halle Berry